Spinazzola (BT), clonata in 3D la Madonna lignea del 1760

La tecnologia avanzata a tre dimensioni va in soccorso dell’arte (e della storia) per preservare un bene che ha più di 250 anni. Succede a Spinazzola, nella Bat, dove un’équipe di restauratori e di tecnici specializzati in analisi e stampa 3D ha messo a frutto le proprie conoscenze per tutelare la statua lignea della Madonna Addolorata conservata nella chiesa di San Sebastiano. Alcuni committenti privati e la soprintendenza alle Belle arti e al Paesaggio per le province Bat e Foggia hanno affidato al laboratorio ‘Illo tempore’ la costruzione di una copia del manufatto, da utilizzare per esposizioni, processioni ed esigenze dei devoti. I tecnici, a propria volta, hanno chiesto la collaborazione del centro di innovazione Laserinn di Valenzano e della startup barese Dimensione3. Sotto l’occhio della soprintendenza la squadra di artigiani manuali e digitali ha scansionato la statua mediante fotogrammetria, realizzando un modello informatico tridimensionale che verrà riprodotto in scala 1:1 con stampa 3D ad alta risoluzione. Verrà utilizzata una fabbricazione additiva fdm, con una stampante per grandi dimensioni presente nei laboratori di Laserinn e un materiale termoplastico particolarmente adatto a rifinitura e colorazione.

Addolorata
Dopo la realizzazione nella nuova versione, testa, collo e mani – ovvero le parti esposte durante i riti in cui viene esposta la statua – verranno rifinite dai restauratori per il completamento, la colorazione e la consegna definitiva. In questo modo la preziosa opera verrà protetta dall’usura e dalle intemperie grazie al modello rinnovato e di qualità. Il manufatto originale risale al 1760 e fu realizzato dallo scultore andriese Nicola Antonio Brudaglio.
“È dotata di una teatralità che lascia sgomenti – descrive Vito Carella di ‘Illo tempore’
che cattura l’osservatore con l’espressione limpida e languida, racchiudendo in sé il momento in cui il dolore e la sofferenza diventano fisici. L’artista ha congelato la tensione del volto nelle ciglia aggrottate, nel mento, nelle labbra e nel rossore che invade l’incarnato esile e delicato”. Ora tutte queste caratteristiche tipiche potranno essere rinnovate grazie all’avveniristica unione fra maker e specialisti nella conservazione di beni culturali.